Una macchia in bocca che non va via: quando preoccuparsi
Una macchia bianca sulla lingua, una piaga che dopo tre settimane è ancora lì, un piccolo rilievo sul bordo che si sente passandoci sopra la lingua. Quasi sempre non è niente. Ma quasi tutti i tumori della bocca che opero sono cominciati proprio così, e chi li aveva li ha guardati per mesi senza preoccuparsi, perché non facevano male.





Perché non fa male
È la domanda che sento più spesso in ambulatorio, quasi sempre detta come una giustificazione: «Ma dottore, non mi faceva male». All’inizio i tumori del cavo orale non danno dolore. Il dolore arriva dopo, quando la lesione è cresciuta. Aspettare che faccia male significa aspettare troppo.
La regola delle due settimane
La regola è semplice: una macchia, una piaga o un indurimento in bocca che non scompare in due settimane va fatto vedere a un chirurgo maxillo-facciale. Un’afta guarisce da sola in pochi giorni, un morso anche. Quello che resta merita uno sguardo esperto.
Il tumore del cavo orale è uno dei pochi che si possono scoprire con una visita semplice: bastano un guanto e una luce. Se la lesione è sospetta, una biopsia di pochi minuti in anestesia locale dà la risposta.
Un controllo allo specchio, una volta al mese
Labbra, guance, lingua sopra, sotto e soprattutto sui bordi, pavimento della bocca, palato e gengive. Poi il collo, con le dita, per cercare noduli che prima non c’erano. Bastano due minuti. Chi fuma o beve alcol con regolarità ha un motivo in più per farlo, ma vedo lesioni anche in persone giovani che non hanno mai fumato.


Non dimenticate il palato. È il punto che allo specchio si guarda meno, e i tumori che nascono lì arrivano spesso alla visita più tardi degli altri.
Dove approfondire
Ho raccolto nella pagina sulle lesioni e sui tumori del cavo orale le lesioni da non trascurare, con foto dei miei pazienti, come si fa la visita e come si curano questi tumori. Nella Chirurgia Maxillo-Facciale dell’AORN di Caserta, che dirigo, arrivano pazienti da Napoli, da tutta la Campania e dal Sud Italia, e trovano il percorso completo in un solo ospedale. La visita si prenota con il CUP oppure in intramoenia.
