Lesioni e tumori del cavo orale

Lesioni e tumori del cavo orale

Quasi tutti i tumori della bocca cominciano come una piccola lesione: una macchia bianca, una zona rossa, una piaga che non guarisce. Accorgersene presto cambia l’intervento, il recupero e la prognosi. Dirigo la Chirurgia Maxillo-Facciale dell’AORN di Caserta, dove si curano i tumori del cavo orale di pazienti da tutta la Campania.

Perché parlo delle piccole lesioni

Piccola macchia biancastra sulla lingua, da far vedere al chirurgo maxillo-facciale a Caserta
Piccola macchia biancastra sulla lingua: anche una lesione di pochi millimetri va mostrata al chirurgo maxillo-facciale.

Il carcinoma del cavo orale raramente compare dal nulla. Quasi sempre è preceduto da mesi, a volte da anni, di una lesione che il paziente ha visto allo specchio o sentito con la lingua, e a cui non ha dato peso perché non faceva male. Il problema è proprio questo: all’inizio la bocca non duole.

Le foto di questa pagina vengono dai miei pazienti, che hanno dato il consenso a pubblicarle. Hanno un tratto in comune: sono lesioni piccole, spesso dall’aspetto banale, che andavano comunque guardate da vicino.

Le lesioni da non trascurare

Macchia bianca sul bordo della lingua che non va via strofinando, visita a Caserta e NapoliMacchia biancastra sul labbro inferiore, visita di chirurgia maxillo-facciale a Caserta e Napoli
Macchia bianca sul bordo della lingua che non va via strofinando. Anche le labbra fanno parte del cavo orale: qui una macchia biancastra sul labbro inferiore.

Una macchia bianca che non si stacca strofinando, liscia o irregolare, si chiama leucoplachia. Nella maggior parte dei casi resta benigna, ma è la lesione precancerosa più frequente e va seguita nel tempo.

Una zona rossa e vellutata, a volte mista a punti bianchi, è detta in termini tecnici eritroplachia. È meno comune della leucoplachia ma più insidiosa, e quando la trovo la biopsia la faccio sempre. Per me non è un’opzione da valutare caso per caso.

Le strie bianche a rete sulle guance o sulla lingua, a volte con zone arrossate e bruciore, sono il segno del lichen planus orale. È una malattia infiammatoria cronica e non un tumore, ma alcune sue forme vanno controllate a intervalli regolari.

Piaga rossa sul lato della lingua che non guarisce, visita di chirurgia maxillo-facciale a CasertaZona arrossata sul lato della lingua, visita di chirurgia maxillo-facciale a Caserta e Napoli
Piaga rossa sul lato della lingua che non guarisce da sola. Zona arrossata sul lato della lingua.

Poi c’è la piaga che non guarisce: un’ulcera sulla lingua, sul pavimento della bocca o sulla gengiva che dopo due o tre settimane è ancora lì. Un’afta guarisce da sola in pochi giorni. Una lesione che non lo fa merita la visita di un chirurgo maxillo-facciale.

Un dente rotto o una protesi che sfrega sempre nello stesso punto producono una piaga da trauma cronico. Si toglie la causa e si ricontrolla dopo qualche settimana: se la piaga non è guarita, non era solo il trauma.

Noduli e rilievi sul bordo della lingua, controllo dal chirurgo maxillo-facciale a Caserta e NapoliLesione sul bordo della lingua alla visita di chirurgia maxillo-facciale a Caserta
Noduli e rilievi sul bordo della lingua, sotto i denti. Lesione sul bordo della lingua vista alla visita.

Anche un nodulo o un rilievo sul bordo della lingua, che al tatto sembra un piccolo bottone, va fatto vedere. Molti sono innocui, ma da fuori non si distinguono da quelli che non lo sono.

Lesione del palato duro vista alla visita di chirurgia maxillo-facciale a Caserta e NapoliTumore del palato e lesione estesa della bocca, Chirurgia Maxillo-Facciale AORN Caserta, Campania
Lesione e tumore del palato: il cavo orale non è solo la lingua.

Non c’è solo la lingua. Le stesse lesioni possono nascere sul palato, sulla gengiva, sulle guance e sul pavimento della bocca, e i tumori del palato sono fra quelli che si scoprono più tardi, perché il tetto della bocca allo specchio non lo guarda quasi nessuno. Una zona arrossata, un rilievo o una piaga sul palato che non passa in due settimane vanno fatti vedere al chirurgo maxillo-facciale come qualunque altra lesione.

Chi è più a rischio

Fumo e alcol sono i due fattori più documentati, e insieme si moltiplicano. Contano anche l’età, una cattiva igiene orale, i traumi ripetuti e l’infezione da papillomavirus, di cui ho scritto in un articolo dedicato all’HPV in bocca. Vedo però lesioni anche in persone giovani che non hanno mai fumato: non avere fattori di rischio non è una ragione per aspettare.

La regola delle due settimane

Se una macchia, una piaga o un indurimento in bocca non scompare in due settimane, va fatto vedere a un chirurgo maxillo-facciale. È una regola semplice e vale più di qualunque descrizione.

Come controllarsi da soli

Lesione sotto la lingua scoperta alla visita di chirurgia maxillo-facciale a CasertaLesione sul lato della lingua tenuta con una garza, controllo dal chirurgo maxillo-facciale a Caserta
Lesione sotto la lingua: è una zona che allo specchio si guarda poco. Il bordo della lingua si guarda tenendola con una garza.

Bastano uno specchio e una buona luce, una volta al mese. Guardate le labbra, dentro e fuori, e le guance, tirandole con un dito. Poi la lingua, sopra, sotto e soprattutto sui bordi, tenendola con una garza. Sollevandola si vede il pavimento della bocca. Restano il palato e le gengive. Per ultimo il collo: con le dita si cercano noduli duri che prima non c’erano.

Che cosa cercare: macchie bianche o rosse, piaghe, zone dure al tatto, sanguinamenti senza motivo, una protesi che all’improvviso non calza più.

La visita

Il tumore del cavo orale è uno dei pochi tumori che si possono scoprire con una visita semplice: bastano un guanto e una luce. Conta però chi indossa quel guanto. Serve un chirurgo maxillo-facciale, che ha l’occhio clinico per distinguere una lesione sospetta di malignità da una che non lo è.

Durante la visita guardo e palpo tutta la bocca e il collo. Se la lesione è sospetta, la diagnosi la dà solo la biopsia: un piccolo prelievo in anestesia locale, pochi minuti, che l’esame istologico trasforma in una risposta certa. Nessuna fotografia e nessun esame del sangue possono sostituirla. L’occhio clinico dice se la biopsia serve, la biopsia dice che cosa è la lesione.

Il tipo di prelievo lo scelgo in base alla dimensione e al tipo di lesione. Se è piccola la tolgo tutta, e spesso la biopsia è già la cura: si chiama biopsia escissionale. Se è ampia prelevo un frammento della zona più sospetta, per avere la diagnosi prima di decidere l’intervento: è la biopsia incisionale.

Quando la diagnosi è di tumore, servono gli esami per capire quanto si è esteso: l’ecografia del collo, la risonanza magnetica, la TC e la PET. Insieme dicono quanto il tumore è profondo, se ha raggiunto i linfonodi e se c’è altro nel resto del corpo. Su queste informazioni si pianifica l’intervento.

La cura

Intervento chirurgico su una lesione della lingua, Chirurgia Maxillo-Facciale AORN Caserta
Lesione della lingua durante l’intervento chirurgico.

Per i tumori del cavo orale la chirurgia è il trattamento principale. L’obiettivo è togliere il tumore con un margine di tessuto sano intorno. Nei tumori iniziali l’intervento può essere limitato. In quelli più estesi si associano lo svuotamento dei linfonodi del collo e la ricostruzione con tessuti presi da altre parti del corpo, per restituire alla lingua e alla bocca forma e funzione: parlare, deglutire, mangiare.

Ogni caso viene discusso due volte nel GOM, il Gruppo Oncologico Multidisciplinare dell’AORN di Caserta che si occupa dei tumori della testa e del collo. La prima volta prima dell’intervento, quando si sceglie la cura. La seconda dopo, con l’esame istologico in mano, per decidere se servono altre terapie.

Con il mio gruppo ho studiato la profondità di infiltrazione del tumore della lingua. Anche quando il tumore è piccolo, quanto è sceso nei tessuti pesa sulla prognosi e sulla scelta di trattare il collo. È un’altra ragione per cui arrivare presto conta.

Dove si curano i tumori del cavo orale in Campania

A Caserta, nella Chirurgia Maxillo-Facciale dell’AORN Sant’Anna e San Sebastiano, che dirigo. Qui arrivano pazienti da Caserta e provincia, da Napoli e dall’area metropolitana, dal resto della Campania e da altre regioni del Sud Italia, e trovano tutto il percorso in un solo ospedale: la visita, la biopsia, gli esami di stadiazione, l’intervento, la ricostruzione e la discussione del caso nel Gruppo Oncologico Multidisciplinare.

La visita si prenota con il Servizio Sanitario Nazionale tramite il CUP dell’ospedale, oppure in attività libero professionale intramoenia. Nel riquadro in fondo alla pagina ci sono indirizzo, numeri e contatti.

Domande frequenti sulle lesioni e sui tumori del cavo orale

Una macchia bianca in bocca è sempre un tumore?

No. Una macchia bianca in bocca può avere tante cause, e la maggior parte non ha niente a che vedere con un tumore: un morso, un’irritazione, un fungo, una protesi che sfrega. Molte vanno via da sole in pochi giorni.

Quella che merita attenzione è la macchia bianca che non si stacca strofinando e che resta lì per settimane. In termini tecnici si chiama leucoplachia. Nella maggior parte dei casi rimane benigna, ma è la lesione da cui più spesso parte un tumore del cavo orale, ed è per questo che va vista e seguita nel tempo.

Se la macchia è lì da più di due settimane, la regola è semplice: va fatta vedere a un chirurgo maxillo-facciale. Alla visita capisco se basta un controllo o se serve una biopsia. Sul rischio legato al papillomavirus ho scritto un articolo sull’HPV in bocca.

Una piaga sulla lingua che non guarisce che cosa può essere?

La gran parte delle piaghe sulla lingua sono afte o piccoli traumi, un morso o il bordo tagliente di un dente, e guariscono da sole in una o due settimane.

Una piaga che dopo due o tre settimane è ancora lì è un’altra cosa. Può essere un’infiammazione cronica, una lesione da trauma che continua perché la causa non è stata tolta, ma può anche essere l’inizio di un tumore della lingua. Da fuori non si distinguono, e il fatto che non faccia male non rassicura: all’inizio i tumori della bocca quasi sempre non dolgono.

Per questo una piaga che non guarisce va fatta vedere a un chirurgo maxillo-facciale. Se serve, la diagnosi la dà una biopsia, che è un prelievo piccolo e veloce. Per chi vive in Campania la visita si può fare a Caserta, anche in intramoenia.

La biopsia in bocca fa male?

No. La biopsia in bocca si fa in anestesia locale, come dal dentista: si sente solo la puntura iniziale, poi la zona è addormentata. Il prelievo dura pochi minuti e di solito si chiude con uno o due punti riassorbibili, che cadono da soli.

Nei giorni successivi può esserci un fastidio leggero, come per una piccola ferita in bocca, che passa con un antidolorifico comune. Si mangia normalmente, preferendo per qualche giorno cibi morbidi e non troppo caldi.

Il tipo di prelievo lo scelgo io in base alla lesione. Se è piccola la tolgo tutta, e spesso la biopsia è già la cura. Se è ampia prelevo un frammento della zona più sospetta. In entrambi i casi l’esame istologico dà una risposta certa, che nessuna fotografia e nessun esame del sangue possono dare.

Ho smesso di fumare: il rischio scompare?

Smettere di fumare è la scelta più utile che si possa fare per la propria bocca, e il rischio di tumore comincia a scendere da subito. Però non si azzera in un giorno: servono anni perché si avvicini a quello di chi non ha mai fumato.

Vale lo stesso per l’alcol, che insieme al fumo moltiplica il rischio invece di sommarlo. Smettere di bere in modo abituale conta quanto smettere di fumare.

Chi ha fumato a lungo farebbe bene a controllarsi la bocca da solo una volta al mese e a farsi visitare da un chirurgo maxillo-facciale una volta l’anno, anche senza disturbi. Ci tengo a dire una cosa: vedo lesioni anche in persone giovani che non hanno mai fumato. Non avere fattori di rischio non è una ragione per ignorare una macchia o una piaga.

Il tumore della bocca si può prevenire?

In buona parte sì, e in due modi. Il primo è togliere i fattori di rischio: non fumare, non bere alcol in modo abituale, curare l’igiene della bocca, sistemare denti rotti e protesi che sfregano.

Il secondo è accorgersi presto. Il tumore del cavo orale è uno dei pochi tumori che si possono scoprire con una visita semplice: bastano un guanto e una luce, in mano a un chirurgo maxillo-facciale che ha l’occhio clinico per riconoscere una lesione sospetta. Quasi sempre il tumore è preceduto da una macchia o da una piaga visibile per mesi, e trovarla in quella fase cambia tutto.

A casa basta uno specchio, una volta al mese: labbra, guance, lingua sopra, sotto e sui bordi, palato e collo. Se qualcosa non scompare in due settimane, va fatto vedere.

Ogni quanto si controlla una leucoplachia?

Dipende da com’è fatta e da che cosa ha detto la biopsia. Non esiste un intervallo uguale per tutti, ed è una delle ragioni per cui una leucoplachia va seguita sempre dallo stesso chirurgo maxillo-facciale, che può confrontare la lesione nel tempo.

In linea generale una leucoplachia liscia e omogenea, con un istologico tranquillo, si ricontrolla a intervalli di qualche mese. Una leucoplachia irregolare, con zone rosse o con un istologico che mostra alterazioni delle cellule, si segue più da vicino, e spesso conviene toglierla.

Fra un controllo e l’altro conta quello che il paziente vede: se la macchia cambia aspetto, si ispessisce, diventa rossa o compare una piaga, non si aspetta la data fissata. Si anticipa la visita. Smettere di fumare, se si fuma, è parte della cura.

Dopo l’intervento si riesce a parlare e mangiare?

Sì, nella grande maggioranza dei casi. Quanto e in quanto tempo dipende soprattutto da quanto è esteso il tumore al momento dell’intervento, ed è questa la ragione per cui insisto tanto sulla diagnosi precoce.

Quando la lesione è piccola l’intervento è limitato e il recupero è rapido: nel giro di qualche settimana si parla e si mangia come prima. Quando il tumore è più esteso, insieme all’asportazione ricostruisco la lingua o la bocca con tessuti presi da altre parti del corpo, proprio per restituire la parola, la deglutizione e la masticazione.

Nelle prime settimane l’alimentazione passa per fasi, dal liquido al morbido, come spiego nella guida all’alimentazione dopo la chirurgia maxillo-facciale. Dove serve, il percorso continua con il logopedista.

A chi devo rivolgermi in Campania per un tumore del cavo orale?

A un chirurgo maxillo-facciale. È lo specialista che si occupa delle lesioni e dei tumori della bocca, della lingua e delle ossa del viso, dalla diagnosi all’intervento e alla ricostruzione.

Dirigo la Chirurgia Maxillo-Facciale dell’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove arrivano pazienti da Caserta, da Napoli, da tutta la Campania e da altre regioni del Sud Italia. I tumori del cavo orale qui si curano in un percorso completo: visita, biopsia, esami di stadiazione, intervento e ricostruzione. Ogni caso viene discusso nel Gruppo Oncologico Multidisciplinare dell’ospedale, prima e dopo l’intervento.

La visita si prenota con il Servizio Sanitario Nazionale tramite il CUP oppure in intramoenia, che di solito è la strada più rapida. Chi vuole approfondire il lato scientifico trova un mio lavoro sui tumori iniziali della lingua.

Prenota una visita in Chirurgia Maxillo-Facciale

Il Prof. Pasquale Piombino riceve pazienti in regime di Libera Professione Intramoenia (ALPI) presso l’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.
Le visite si svolgono in orario pomeridiano ed esclusivamente su prenotazione.

Attività Libero Professionale Intramoenia

Per richiedere una visita in regime di Libera Professione Intramoenia di Chirurgia Maxillo-Facciale contattare il CUP o più semplicemente inviare un messaggio via Whatsapp.

Per maggiori info su visite e contatti vai alla pagina

Il Prof. Pasquale Piombino visita pazienti per interventi di Chirurgia Maxillo-Facciale provenienti da tutta la Campania, cioè Napoli, Caserta, Salerno, Avellino e Benevento, e anche dalle regioni vicine come Lazio (Roma, Frosinone, Latina) e Puglia (Bari, Foggia, Lecce).

La sede dell’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta rappresenta un punto di riferimento facilmente accessibile grazie alla vicinanza con l’autostrada A1 e con la stazione ferroviaria della città. Questo rende semplice raggiungere la struttura da ogni parte del Centro-Sud, garantendo assistenza specialistica anche ai pazienti fuori regione.

Link utili:
Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano
    UOC Chirurgia Maxillo-Facciale Caserta       Google Maps, UOC Chirurgia Maxillo-Facciale Caserta

Torna in cima