Una «crosta» sul viso che non guarisce
Ogni settimana in ambulatorio arriva qualcuno con una «crosta» sul viso. Sul naso, sulla tempia, davanti all’orecchio, sul labbro. Le storie che sento sono quasi sempre di due tipi, e vale la pena raccontarle entrambe.

Chi non l’ha mai fatta vedere
La prima storia è quella di chi ha convissuto con la «crosta» per mesi, a volte per anni. Si stacca, sanguina un poco, si riforma. La si copre con un cerotto, la si dimentica, si pensa a un graffio o a una puntura. Arriva da me spinto da un figlio o dalla moglie, quasi scusandosi: «pensavo fosse una sciocchezza».
Molte volte lo è. Ma una lesione della pelle del viso che non guarisce nel giro di qualche settimana è, più spesso di quanto si creda, un basalioma o uno spinalioma: i due tumori più frequenti dell’uomo. Il basalioma quasi mai dà metastasi, ma cresce in profondità e consuma i tessuti che trova. Un nodulo di pochi millimetri sull’ala del naso si toglie con una piccola incisione; lo stesso nodulo lasciato crescere per anni chiede una ricostruzione vera.

Chi l’ha già curata, più volte
La seconda storia mi colpisce di più, perché il paziente non ha trascurato niente. Ha fatto vedere la «crosta», anche a più di un medico. Ha usato pomate cicatrizzanti, antibiotiche, al cortisone. In qualche caso la lesione è stata bruciata con il laser o congelata con la crioterapia. Per un po’ è sembrata guarita. Poi è tornata, nello stesso punto, spesso più grande.
Il problema, in questi casi, non è il trattamento in sé. È che nessuno sapeva che cosa si stesse trattando. Una crema non cura un tumore, ma può farlo sembrare guarito per qualche settimana. Il laser e il freddo distruggono la lesione senza lasciare niente da esaminare al microscopio: se sotto c’era un basalioma, una parte può restare e continuare a crescere sotto la cicatrice, dove non si vede più.
Quando torna a farsi notare ha avuto mesi di vantaggio, e i suoi confini sono più difficili da riconoscere.
Prima la diagnosi
Prima di qualunque trattamento serve l’esame istologico: solo il microscopio dice che cosa è e fin dove arriva.
Tre segnali per cui farsi vedere
Non guarisce
Una ferita normale si chiude in due o tre settimane. Una che resta o si riapre oltre il mese va fatta vedere.
Sanguina per poco
Lavandosi il viso, asciugandosi, radendosi, senza un vero trauma.
Cambia
Un rilievo lucido che cresce lentamente, un bordo che si indurisce, una zona arrossata che si allarga.
Rischia di più chi ha la pelle chiara, chi ha passato molti anni al sole per lavoro o per passione, chi ha superato i cinquant’anni e chi ne ha già avuto uno.
Perché il viso chiede il chirurgo maxillo-facciale
Sul viso togliere il tumore con margini sicuri e conservare la funzione e l’aspetto sono la stessa operazione.
Una palpebra deve continuare a chiudersi, una narice a restare aperta, un labbro a muoversi.

Per questo una lesione sospetta del viso va valutata dal chirurgo maxillo-facciale, che la asporta, la manda all’esame istologico per verificare che i margini siano liberi e ricostruisce nello stesso tempo, nascondendo la cicatrice nelle pieghe naturali del volto.
Quasi sempre è un intervento in anestesia locale. E quasi sempre, quando la lesione arriva presto, è anche l’ultimo.
Ricevo all’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove arrivano pazienti anche da Napoli e da tutta la Campania.
