Chirurgia Ortognatica e Deformità Facciali
Funzione, Estetica, Armonia
Un volto in equilibrio, una vita più serena: la chirurgia ortognatica unisce salute ed estetica con risultati duraturi
La chirurgia ortognatica nasce per chi vive ogni giorno difficoltà nel masticare, parlare o respirare, spesso accompagnate da disagio estetico.
L’obiettivo non è solo “operare”, ma restituire equilibrio al volto e serenità alla vita quotidiana.
Con percorsi personalizzati e tecnologie digitali, oggi è possibile affrontare questi problemi in modo sicuro, efficace e con risultati che durano nel tempo.
Chirurgia Ortognatica e Deformità Facciali
Funzione, Estetica, Armonia
Un volto in equilibrio, una vita più serena: la chirurgia ortognatica unisce salute ed estetica con risultati duraturi
La chirurgia ortognatica nasce per chi vive ogni giorno difficoltà nel masticare, parlare o respirare, spesso accompagnate da disagio estetico.
L’obiettivo non è solo “operare”, ma restituire equilibrio al volto e serenità alla vita quotidiana.
Con percorsi personalizzati e tecnologie digitali, oggi è possibile affrontare questi problemi in modo sicuro, efficace e con risultati che durano nel tempo.
Cos’è la chirurgia ortognatica
Cos’è la chirurgia ortognatica
Obiettivi funzionali ed estetici
Lo scopo della chirurgia ortognatica è restituire equilibrio al volto, correggendo i problemi funzionali ed estetici causati da anomalie di mandibola e del mascellare superiore.
La chirurgia ortognatica è un trattamento che va oltre l’ortodonzia: non si limita ad allineare i denti, ma interviene sulle basi ossee del viso quando sono troppo sviluppate, poco sviluppate o non correttamente allineate.
Con questo approccio è possibile:
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migliorare la masticazione e la funzione articolare,
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correggere problemi respiratori e fonatori,
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armonizzare il profilo e l’estetica del volto.
Il Chirurgo Maxillo-Facciale, in collaborazione con l’ortodontista, valuta ogni caso e definisce il percorso più adatto. La chirurgia ortognatica permette così di ottenere un risultato completo: funzione, estetica e benessere psicologico.
Quando è indicata
Correggere una malocclusione dentale e scheletrica
Le malocclusioni dento-scheletriche possono causare difficoltà masticatorie, alterazioni della fonazione e problemi estetici che compromettono l’armonia del volto.
Chi presenta questo tipo di dismorfie spesso lamenta dolore all’articolazione temporo-mandibolare, mal di testa ricorrenti, difficoltà nel masticare o nel deglutire, oppure disturbi respiratori come le apnee notturne.
Le asimmetrie scheletriche del volto e il prognatismo rappresentano le più comuni indicazioni alla chirurgia ortognatica. In questi casi, la diagnosi tridimensionale consente di definire con precisione il tipo e l’entità della correzione necessaria.
La chirurgia ortognatica consente di riallineare i mascellari e i denti, restituendo una corretta funzione masticatoria e migliorando al tempo stesso l’estetica del viso.
Tra le principali alterazioni che possono richiedere un intervento chirurgico:
Morso aperto
Il morso aperto è una malocclusione che si manifesta quando i denti anteriori non riescono a chiudersi, lasciando uno spazio visibile tra arcata superiore e inferiore.
Oltre all’impatto estetico, questo difetto comporta difficoltà nel mordere e masticare correttamente alcuni alimenti.
Nei casi più marcati può influenzare anche la fonazione e la respirazione.
Quando la causa è di origine scheletrica, l’ortodonzia da sola non basta: la chirurgia ortognatica diventa l’unica soluzione stabile per ripristinare la corretta chiusura delle arcate e l’armonia del volto.
Prognatismo mandibolare (morso inverso)
Il prognatismo mandibolare, noto anche come morso inverso, si verifica quando la mandibola risulta troppo avanzata rispetto al mascellare superiore. Questa condizione altera l’occlusione dentale e conferisce al profilo un aspetto squilibrato.
Dal punto di vista funzionale può generare difficoltà masticatorie, dolori articolari e problemi posturali. La chirurgia ortognatica consente di riposizionare mandibola e mascella, restituendo equilibrio estetico e migliorando la funzione masticatoria e articolare.
Morso coperto
Il morso coperto è caratterizzato da una eccessiva sovrapposizione degli incisivi superiori sugli inferiori. A lungo termine questo può provocare usura dentale, dolore alle articolazioni temporo-mandibolari e cefalee ricorrenti.
Nei casi gravi, l’intervento chirurgico permette di ripristinare un corretto allineamento tra le arcate, migliorando la stabilità occlusale e prevenendo danni futuri a denti e articolazioni.
Laterodeviazione e asimmetria facciale
In molti casi, l’indicazione alla chirurgia ortognatica nasce dalla presenza di asimmetrie mandibolari o facciali che alterano equilibrio, funzione e armonia del volto.
La laterodeviazione mandibolare si verifica quando la mandibola devia verso un lato, generando squilibri sia funzionali che estetici. Il volto appare asimmetrico e la masticazione può risultare inefficace o sbilanciata.
In questi casi la chirurgia ortognatica consente di riportare la mandibola nella corretta posizione, ridando simmetria al volto e migliorando le funzioni di masticazione e fonazione.
Approfondisci la chirurgia delle asimmetrie facciali
Deficit del mascellare superiore
Un mascellare superiore poco sviluppato conferisce al volto un aspetto retruso e piatto, con conseguenze estetiche evidenti. Può inoltre causare difficoltà respiratorie e malocclusioni complesse.
La chirurgia ortognatica, attraverso l’avanzamento del mascellare, consente di migliorare sia la funzionalità che l’armonia del profilo facciale, restituendo equilibrio alle proporzioni.
Problemi respiratori (OSAS)
Alcune malocclusioni scheletriche determinano un restringimento delle vie aeree superiori, favorendo la comparsa della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS). Si tratta di una condizione che compromette la qualità del sonno e, a lungo termine, la salute generale del paziente.
Con interventi mirati di chirurgia ortognatica è possibile ampliare lo spazio delle vie aeree, riducendo o eliminando i sintomi dell’OSAS e migliorando la respirazione durante il riposo.
Malformazioni congenite o post-traumatiche
La chirurgia ortognatica è indicata anche nei casi complessi legati a malformazioni congenite (come labiopalatoschisi o altre anomalie cranio-facciali) oppure a esiti di traumi che hanno compromesso lo sviluppo armonico del volto.
In questi scenari l’intervento non ha solo finalità estetiche, ma è spesso necessario per ripristinare corretta funzione masticatoria, respiratoria e fonatoria, oltre che l’armonia del profilo.
Differenza rispetto all’ortodonzia
Molti pazienti confondono l’ortodonzia con la chirurgia ortognatica.
In realtà si tratta di due approcci diversi, che possono lavorare insieme ma con obiettivi distinti.
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L’ortodonzia agisce esclusivamente sui denti: attraverso apparecchi mobili o fissi, riallinea le arcate dentarie e migliora la chiusura dei denti quando il problema è solo dentale.
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La chirurgia ortognatica, invece, interviene sulle basi ossee del viso (mandibola e mascella). È necessaria quando le ossa sono troppo sviluppate, poco sviluppate o non correttamente allineate, e l’ortodonzia da sola non basta.
Nei casi complessi i due trattamenti si integrano:
l’ortodontista prepara le arcate dentarie e il chirurgo maxillo-facciale riposiziona le ossa, garantendo un risultato completo, stabile e armonico.
Prima VISITA
La prima visita è il momento in cui il paziente incontra il chirurgo maxillo-facciale.
Si raccolgono le sue esigenze, si valutano funzione ed estetica del volto e si analizzano eventuali esami già disponibili.
Al termine, viene fornita una prima valutazione e, se necessario, viene delineato insieme all’ortodontista il percorso terapeutico più adatto.
Il percorso clinico in CHIRURGIA ORTOGNATICA
Un percorso chiaro e personalizzato: dalla diagnosi alla riabilitazione, con tecnologie digitali e un’équipe multidisciplinare che accompagna ogni fase.
STUDIO 3D e Pianificazione –
Con software di pianificazione virtuale 3D si ricostruisce lo scheletro facciale e si simula l’intervento, prevedendo spostamenti ossei e risultati estetico-funzionali.
Preparazione ORTODONTICA
L’ortodontista allinea i denti e prepara le arcate per l’intervento chirurgico, così che la chirurgia ortognatica possa ripristinare un’occlusione stabile.
Intervento CHIRURGICO
La chirurgia ortognatica viene eseguita in anestesia generale con tecniche mini-invasive e guide 3D personalizzate, per un risultato preciso e sicuro.
Post-operatorio Riabilitazione
Il recupero prevede un ricovero breve (da 2 a 4 giorni), controlli periodici e la fase finale di ortodonzia post-chirurgica per rifinire l’occlusione.
Surgery First: chirurgia prima dell’ortodonzia
Profilo armonico immediato, percorso più breve.
Con l’approccio Surgery First l’intervento ortognatico precede l’ortodonzia: si ottiene da subito un miglioramento estetico e funzionale, riducendo la durata complessiva del trattamento.
Tecnologie INNOVATIVE
L’evoluzione della chirurgia ortognatica passa attraverso l’uso di tecnologie digitali avanzate.
Strumenti di pianificazione virtuale, stampa 3D e tecniche mini-invasive consentono oggi interventi più precisi, sicuri e personalizzati, migliorando l’esperienza e i risultati per il paziente.
Domande frequenti sulla chirurgia ortognatica
No, e nella maggior parte dei casi non è nemmeno il motivo per cui i pazienti arrivano da me.
Si opera quando le ossa del viso sono cresciute in modo sproporzionato fra loro e i denti, da soli, non riescono a compensare. Chi ha questo problema di solito mastica male e si stanca a mangiare, ha mal di testa che tornano, dolore all’articolazione davanti all’orecchio, oppure russa e ha apnee notturne perché lo spazio per respirare si è ristretto. Qualcuno consuma i denti prima del tempo, qualcun altro fatica a pronunciare certi suoni.
L’intervento riporta i mascellari nella posizione corretta e restituisce quelle funzioni. Il viso cambia, e cambia in meglio: ma è la conseguenza di aver rimesso le ossa al loro posto, non il punto di partenza.
Quando il problema principale è il respiro notturno, l’argomento è trattato per esteso nella pagina su russamento e apnee ostruttive del sonno.
Meno di quanto quasi tutti si aspettano, ed è la domanda che mi fanno per prima.
L’osso, una volta riposizionato e fissato, fa poco male. Quello che dà fastidio nei primi giorni è altro: il gonfiore, la sensazione di tensione sulle guance, il naso chiuso che obbliga a respirare con la bocca. Chi è stato operato lo descrive quasi sempre come un ingombro, non come un dolore.
Contano anche le tecniche. Si lavora dall’interno della bocca, senza tagli sulla pelle, con strumenti piezoelettrici che incidono l’osso rispettando i tessuti molli intorno: meno trauma durante l’intervento significa meno fastidio dopo. Le tecnologie che usiamo sono descritte nella pagina sulla chirurgia ortognatica.
Si opera in anestesia generale, quindi durante l’intervento non c’è nulla da sopportare. Al risveglio la terapia contro il dolore è già impostata e viene seguita dagli anestesisti, che tengono il paziente sotto controllo stretto nelle prime ore.
In media da due a quattro giorni.
Si entra il giorno dell’intervento o quello prima, a seconda degli esami che restano da completare, e si opera in anestesia generale.
Le ore successive si passano in reparto sotto controllo. All’inizio nutrizione e idratazione vengono garantite per via endovenosa, poi si comincia con i primi liquidi per bocca, freddi o a temperatura ambiente.
Si torna a casa quando il gonfiore ha superato il picco, la respirazione è tranquilla e si riesce a bere a sufficienza da soli. Non è una scadenza fissa: se serve un giorno in più ce lo prendiamo, piuttosto che mandare a casa qualcuno che non è ancora pronto.
Il percorso completo, giorno per giorno, è nella guida al recupero.
Nella quasi totalità dei casi si opera dall’interno della bocca, senza cicatrici sulla pelle del mento, delle guance o attorno alle labbra.
L’intervento consiste in tagli precisi dell’osso, le osteotomie, che permettono di riposizionare i mascellari secondo le proporzioni del viso. Una volta in posizione, le ossa vengono fissate con placche e viti in titanio che restano dentro e in genere non si rimuovono più.
Oggi il percorso comincia molto prima della sala operatoria. Sullo scheletro facciale ricostruito in tre dimensioni si simula l’intervento al computer, si prevedono gli spostamenti e il risultato, e da quel piano si stampano guide chirurgiche personalizzate che lo trasferiscono con precisione durante l’operazione.
Il ricovero dura in media da due a quattro giorni. La ripresa delle attività di tutti i giorni richiede circa due settimane, mentre il ritorno completo alla masticazione avviene per gradi nei tre mesi successivi.
Su come cambia il risultato dell’osteotomia a seconda dello strumento con cui si lavora ho pubblicato uno studio di confronto sulla letteratura internazionale.
No. Sul viso non resta alcun segno.
Si lavora dall’interno della bocca, con incisioni nascoste nel solco fra labbro e gengiva. Non c’è nessun taglio sulla pelle: né sul mento, né sulle guance, né attorno alle labbra. La mucosa della bocca ripara molto meglio della cute, quindi anche le incisioni interne diventano rapidamente invisibili.
Dentro restano le placche e le viti in titanio che tengono le ossa nella posizione nuova. Non si vedono, non si sentono e in genere non vengono più rimosse: il titanio è ben tollerato e l’osso ci cresce intorno.
Quello che si nota nelle prime settimane è il gonfiore, non una cicatrice. E il gonfiore passa.
Se le placche in titanio vadano rimosse è una domanda che ci siamo posti anche fra colleghi: ho raccolto le prove disponibili in una revisione sistematica.
Dipende da cosa si intende per recupero, perché le tappe sono diverse e non finiscono insieme.
Per tornare alle attività di tutti i giorni servono in media due settimane. In quel periodo il gonfiore cala, si riprende a uscire e a occuparsi di sé, e chi fa un lavoro da scrivania di solito rientra.
Per la masticazione la strada è più lunga e procede per gradi. Le prime due settimane sono di alimentazione liquida. Dalla seconda alla sesta si passa a consistenze semiliquide e cremose. Dalla sesta alla dodicesima si torna gradualmente a masticare cibi morbidi, e oltre il terzo mese l’alimentazione torna completa.
La stabilizzazione definitiva, ossea e ortodontica, richiede ancora qualche mese, ed è il tempo in cui si completa l’ortodonzia di rifinitura.
Ho scritto una guida al recupero settimana per settimana.
Nella maggior parte dei casi sì, e lavora in due momenti distinti.
Prima dell’intervento l’ortodontista allinea i denti e prepara le arcate, perché quando riposiziono le ossa i denti devono potersi incastrare correttamente nella posizione nuova. Dopo l’intervento l’apparecchio serve a rifinire l’occlusione e a stabilizzare il risultato ottenuto.
Non è però sempre così. Con l’approccio Surgery First si opera prima e si fa l’ortodonzia dopo: il miglioramento del profilo si vede da subito e la durata complessiva del percorso si accorcia. Non è indicato per tutti, ma quando il caso lo consente è la strada che fa risparmiare più tempo.
Quanto durano le due fasi non si può dire in generale: dipende da quanto è severa la malocclusione, dalle condizioni delle arcate e dal planning chirurgico. Sono valutazioni che si fanno sul singolo caso.
Quale delle due strade seguire si decide alla prima visita, insieme all’ortodontista. Ricevo a Caserta, all’AORN Sant’Anna e San Sebastiano, e seguo pazienti che arrivano da Napoli e da tutta la Campania: qui trova come prenotare una visita di chirurgia ortognatica.
Parlare sì, quasi subito. All’inizio la voce esce impastata e le labbra si muovono poco, perché il gonfiore limita i movimenti: migliora di giorno in giorno insieme a lui.
Mangiare è un’altra cosa e va per gradi. In reparto si comincia con i primi liquidi per bocca, freddi o a temperatura ambiente. Dalla dimissione alla seconda settimana l’alimentazione resta liquida, ed è la fase più impegnativa, quella in cui si perde peso. Dalla seconda alla sesta si passa a consistenze semiliquide e cremose, e dalla sesta si torna gradualmente a masticare.
In queste settimane il problema non è l’appetito, è la capacità: l’obiettivo è raggiungere ogni giorno le calorie e le proteine necessarie usando solo ciò che passa senza masticare. Per questo ho raccolto delle ricette pensate apposta, una per ogni fase, con le proteine e le calorie già contate.





